Zuckerberg in vacanza: elogio della normalità - Tag43

2022-08-13 01:30:09 By : Mr. Martin King

Pose ammiccanti, rughe piallate, rotolini cancellati. Anche se per le ferie abbiamo speso l’ultimo centesimo dei nostri risparmi sui social dobbiamo apparire perfetti, bellissimi, giovanissimi. Mentre Zuckerberg, padrone di Facebook e Instagram, posta scatti sciatti e low profile. Dove abbiamo sbagliato?

Far passare il bagnasciuga di una qualsiasi località adriatica per la spiaggia di un atollo tropicale o una silhouette appesantita da mesi di ufficio per quella di una Kardashian a caso? Niente di più facile grazie alle decine di filtri che si infilano tra la realtà e quello che pubblichiamo sui social network. Specie in tempo di vacanze, le bacheche social si riempiono di foto che evocano “l’effetto wow” richiamando clic e “mi piace” segno di ammirazione e, perché no, di invidia. Eppure il trucco c’è, e si vede.

Non parliamo poi di rughe piallate, cellulite cancellata, tartarughe in bella vista, boccucce a “culo di gallina”, sguardi tenebrosi, pose plastiche e mise degne da red carpet. Tutto grazie a una certa perizia e ai filtri che alimentano la nostra vanità. Pubblicare l’immagine migliore (o presunta tale) di sé e delle proprie vacanze di questi tempi è più in voga di una partita a racchettoni sulla spiaggia, tanto che arriviamo a trascorrere buona parte delle ferie chini sul cellulare per offrire a colleghi, amici o ex partner una immagine di noi che fuori dai pixel non esiste. Ma siamo sicuri che questo abuso di filtri e ritocchini abbia ancora senso? Non si rischia di passare dall’effetto wow alla pagliacciata in un attimo?

La pretesa della perfezione costi quel che costi via social è tra l’altro sempre meno in voga tra chi davvero conta. Per capirlo basta guardare le cartoline delle vacanze di Mark Zuckerberg, uno che, eventualmente, di problemi a mettere filtri e filtrini non dovrebbe averne. I suoi scatti con la moglie Priscilla e pargoli rappresentano la quintessenza della normalità. Anzi, rasentano proprio la sciatteria. Eppure Mr Facebook può contare su un patrimonio di quasi 61 miliardi di dollari.

La parola d’ordine è low profile. A maggio, per esempio, i coniugi Zuckerberg hanno fatto un’escursione al lago per festeggiare il loro anniversario. Il selfie che il papà di Facebook e proprietario di Instagram ha pubblicato sulla sua pagina Instagram da 10 milioni di follower è una foto leggermente appannata (obbiettivo sporco? Forse) dove i faccioni sudati di marito e moglie appaiono in versione naturale. Lo stesso per l’outfit. Una foto che ha ricevuto quasi  670 mila like, con commenti entusiasti di persone che apprezzano la spontaneità e la normalità di una delle coppie più influenti del Pianeta.

E Mark e Priscilla in questo sono proprio bravi. Sarà per la loro natura nerd o per la consapevolezza di essere tanto ricchi e potenti da permettersi il lusso di ignorare la resa social di una foto. Va detto che se un comune mortale decidesse di seguire il loro esempio, ecco forse i risultati in termini di cuoricini non sarebbero gli stessi. Perché quaggiù, nel mondo reale, anche un like può servire a tirare avanti, a fare sentire meno soli o alleggerire quella sensazione di fallimento che ci perseguita. Un filtro in fondo non costa niente.

Però lo stile dei Zuckerberg potrebbe insegnarci a prenderci meno sul serio. A staccare il naso dallo schermo e vivere le esperienze invece che fotografarle. E a vivere con un po’ più di relax anche le vacanze. Così sfogliando i profili di chi Facebook lo ha fondato e Instagram se l’è comprato vediamo Priscilla che fa colazione in giardino appena sveglia con le figlie che le scoccano un bacio sulle guance; la coppia in felpa sdrulcita nel salotto di casa; Zuckerberg seduto a piedi nudi in tuta da ginnastica. Istantanee semplici, naturali e quasi ribelli nel mondo filtrato in cui Zuckerberg stesso ci ha costretto.

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