Postura corretta da tenere sulla sedia: ecco 7 (più uno) consigli per evitare problemi

2022-06-10 20:48:28 By : Ms. Lisa Fan

A prescindere se lavorate in smart working (in particolare), ma anche se siete in ufficio, la postura corretta da tenere sulla sedia della vostra scrivania, è fondamentale per evitare la comparsa di problemi fisici che, alla lunga, possono essere debilitanti.

Ecco perché Copernico, la rete di luoghi di lavoro, uffici flessibili e coworking, parte del network IWG, grazie all’esperienza quotidiana di milioni di persone che ogni giorno aprono i loro computer in uno dei loro spazio di lavoro, ha voluto fornire 7 consigli (più 1) per mantenere una corretta postura al PC, da rispettare anche quando non si può lavorare in un locale propriamente attrezzato.

In particolare, lavorando da casa, spesso ci si trova, il più delle volte, a lavorare al PC dal tavolo della cucina, dal letto, dal divano, assumendo posizioni non proprio ideali, portando la schiena, le spalle e il resto del corpo ad assumere atteggiamenti posturali scorretti. Acquisire una postura corretta al computer è possibile. Quindi, cosa fare?

Mantenere la schiena dritta è il primo passo. Spesso tendiamo a incurvarla, ingobbendola quasi fino a entrare dentro lo schermo. Mantenere la schiena dritta è un fondamentale per non affaticare la colonna vertebrale. La corretta postura della schiena e della testa è utilissimo per evitare dolore e stanchezza.

Attenzione a non insaccare il collo nelle spalle. Testa alta, spalle rilassate, occhi in linea con lo schermo del pc e spalle “aperte”. Se il pc è troppo in basso, è utile poggiarlo su libri o vecchi dizionari per creare un supporto che allinei lo schermo all’altezza degli occhi. 

Il mix di tensione su collo e mascella contratta può aumentare anche il rischio di mal di testa.

La posizione migliore da mantenere quando si è al pc è con i piedi ben appoggiati a terra, con le gambe che formano un angolo di 90 gradi.

Se la distanza da terra non lo permette, meglio utilizzare un poggiapiedi (anche una scatola di scarpe andrà bene). Evitate di accavallare le gambe per evitare problemi di circolazione

Evitate di lavorare al PC in posti diversi rispetto alla scrivania, la schiena dovrebbe trovare il giusto sostegno nello schienale della sedia o della poltrona da ufficio. Sarebbe avere sedute di forma ergonomica che presentano la caratteristica forma a S nello schienale, così che la colonna stia ben appoggiata.

Anche l’altezza della seduta da terra è fondamentale per una posizione ideale di benessere: una sedia troppo alta non permette di appoggiare i piedi a terra, mentre una sedia troppo bassa obbligherà a contorsioni e movimenti innaturali.

Per non creare tensioni alle articolazioni, con le spalle rilassate, i gomiti devono formare un angolo di 90-100 gradi ed essere allineati ai polsi. Attenzione quindi anche a loro, quando si lavora al computer.

Attenzione a mantenere la giusta distanza dallo schermo del computer: è importante sia per la salute degli occhi, sia per non sforzare il collo e le fasce muscolari della parte superiore del corpo. La distanza ideale da mantenere fra monitor e occhi va dai 50 agli 80 cm (dipende anche dalle dimensioni dello schermo). 

Attenzione a non esagerare: fate una pausa ogni due ore circa di attività! Distogliere gli occhi dallo schermo, sgranchire il corpo, fare due passi e includere nella routine quotidiana una serie di esercizi appositi ti stretching per chi fa un lavoro da ufficio.

Invece di lavorare da casa scegliere spazi di lavoro flessibili dà la possibilità di approfittare di spazi moderni e innovativi, pensati per essere funzionali per ogni tipo di attività di ufficio. Gli uffici sono completamente attrezzati e dotati di tutti i comfort e gli strumenti necessari per lavorare comodi e bene.

Scritto da David Di Castro

“Fai il lavoro che ti piace e non lavorerai nemmeno un giorno della tua vita”. Una frase che risuona molto spesso nella testa di chi fa impresa. È davvero così? Sicuramente se si fa un lavoro che si ama si è in vantaggio rispetto a chi è costretto a fare qualcosa che non gli piace.